L’incipit di “Friedensturm – Storia di Guido Marzuttini caduto nella Grande Guerra”.

Trieste, settembre 1897.

Nella piazza maestosa della fiabesca città asburgica, una distinta signora passeggiava con grazia e portamento tra i passanti. Indossava un soprabito lungo e nero, abbottonato fino al collo, un copricapo grazioso e un paio di stivaletti alti e stretti che producevano un sonoro picchiettio ad ogni passo. La donna, una trentenne dall’aria vagamente orgogliosa, che ricordava, per certi aspetti, le sue coetanee appartenenti all’alta aristocrazia triestina, camminava tenendo per mano un bambino dai capelli rossi, che procedeva in silenzio al suo fianco.
Il suo bel figlioletto di quasi tre anni e mezzo era l’unico ad essere sopravvissuto alla prima infanzia. Le due bambine nate in precedenza erano decedute nel giro di pochi anni l’una dall’altra e il dolore che ne aveva provato era stato così intenso da convincerla che non avrebbe più potuto essere la Maria Troiano di un tempo.
{Friedensturm – Storia di Guido Marzuttini caduto nella Grande Guerra}

piazza_grande_trieste